
Il collo è una parte del corpo costituita da tantissimi muscoli, fondamentali per poter effettuare i movimenti in tutte le direzioni possibili. Quando si sente tensione in questa zona, è giusto fare stretching? oppure sarebbe meglio rafforzare i muscoli del collo?
In questo articolo vediamo perché è sbagliato parlare di stretching al collo e perché è fondamentale invece rinforzare i muscoli di questa particolare zona del corpo.
Perché è sbagliato fare stretching statico del collo?
Indice
Il collo è la parte del rachide più mobile nel nostro corpo, è fondamentale prenderne cura nel modo appropriato proprio perché lo muoviamo continuamente. Lo stretching statico non è indicato per i motivi che vi spieghiamo di seguito, soprattutto per un rachide che ha bisogno di essere rinforzato a causa delle posizioni che assume la testa ogni giorno. Testa in avanti per guardare computer o telefoni, posture sbagliate, cuscini troppo altri o troppo bassi, posizioni non ergonomiche in macchina o al lavoro.
“Per quanto mi riguarda, anche io ho fatto per anni stretching passivo ma non lo faccio più ormai da più di 10 anni non solo perché non ho avuto risultati ma perché con il Pilates che è fondamentalmente movimento, svolgo continuamente stretching attivo che non comporta rischi sempre ovviamente se i movimenti sono svolti in modo corretto. Un’altra cosa importante da valutare è l’età del soggetto, perché con il passare del tempo i tessuti cambiano e aumentano i rischi di strappi muscolari con stretching passivo o statico, se i tessuti per esempio non sono abbastanza idratati cosa che succede con l’età ma non solo, anche se ci sono mancanze di minerali nel corpo. Non sono cose da sottovalutare.” dice Claudia Fink.
Cosa si intende con “stretching statico o passivo”?
Lo stretching passivo, o stretching statico, ha guadagnato popolarità negli anni ’60-‘70 ed è entrato nelle abitudini di molti. Ultimamente ha sollevato quesiti sulla sua utilità ed è stato oggetto di controversie nel mondo del fitness e della medicina sportiva.
Le principali controversie riguardano i seguenti aspetti:
- Effetti sulle prestazioni atletiche: alcune ricerche hanno suggerito che lo stretching statico prima dell’attività fisica può ridurre temporaneamente la forza muscolare, la potenza e le prestazioni atletiche. Questo ha portato a un dibattito su quando sia più appropriato eseguire lo stretching statico, con molti esperti che ora raccomandano di riservarlo per il periodo di raffreddamento post-esercizio piuttosto che come parte del riscaldamento.
- Prevenzione degli infortuni: sebbene lo stretching statico sia stato a lungo considerato un metodo per prevenire gli infortuni, le evidenze scientifiche sono miste. Alcuni studi hanno trovato che lo stretching statico non riduce significativamente il rischio di infortuni, mentre altri suggeriscono che può essere benefico se combinato con altri tipi di riscaldamento e preparazione muscolare.
- Miglioramento della flessibilità: lo stretching statico è generalmente accettato come efficace per migliorare la flessibilità. Tuttavia, ci sono dibattiti su quanto tempo debba essere mantenuta ogni posizione di stretching e sulla frequenza con cui debba essere praticato per ottenere i migliori risultati.
- Confronto con altri tipi di stretching: lo stretching statico è spesso confrontato con altre forme di stretching, come lo stretching dinamico e il PNF (Proprioceptive Neuromuscular Facilitation). Molti studi indicano che lo stretching dinamico, che implica movimenti controllati attraverso l’intero range di movimento, può essere più efficace per il riscaldamento pre-esercizio rispetto allo stretching statico.
- Adattamenti individuali: gli effetti dello stretching statico possono variare notevolmente tra individui. Fattori come l’età, il livello di attività fisica e le condizioni di salute possono influenzare quanto lo stretching statico sia benefico o potenzialmente anche dannoso.
In sintesi, è importante considerare le circostanze individuali e l’uso appropriato in combinazione con altri tipi di stretching e tecniche di riscaldamento per ottimizzare la performance e la prevenzione degli infortuni. Bisogna inoltre valutare molti fattori per evitare danni:
- Limiti Anatomici
- Limiti Fisiologici o Neurologici nel raggio di movimento ROM legati a possibili infortuni e quindi articolazioni non integre.
Difficoltà a sollevare la testa: le cause
Come per qualsiasi altra parte del corpo, i muscoli sono la salvezza delle nostre articolazioni e agiscono contraendosi per sollevare le ossa grazie alle giunture. Il motivo per cui le persone hanno difficoltà a sollevare la testa, dipende da una forte inibizione dei muscoli profondi e superficiali anteriori al collo che servono accorciandosi, a sollevare il peso della testa. Il fastidio che si sente dipende proprio dalla difficoltà che questi muscoli hanno nel creare tensione.
Lo stretching statico non serve a nulla, se non a mandare il messaggio al cervello di inibirli ancora di più. Questo avviene perché l’organo Golgi che fa parte del sistema nervoso e che ha il ruolo di manifestare il grado di tensione al cervello in modo che la migliore strategia venga effettuata, avverte troppa tensione e quindi il cervello inibisce temporaneamente i muscoli.
Ci possono essere tantissime motivazioni quando non si riesce a tenere sollevata la testa, per esempio può derivare da traumi subiti in alcune zone vicine, problemi che vengono dalle spalle, potrebbero essere addirittura dei problemi clinici, quindi una situazione in cui il nostro corpo si irrigidisce a prescindere. Inoltre, ci sono anche persone che hanno una facilità a diventare più rigide perché soffrono di calcificazioni, perché il corpo per esempio non riesce a gestire ed eliminare il calcio che si va a posizionare in alcune zone del corpo.
Cosa si intende con “stretching attivo o dinamico”?
Lo stretching attivo, noto anche come stretching dinamico, è spesso considerato migliore in determinate situazioni rispetto allo stretching statico per diverse ragioni:
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- Preparazione per l’attività fisica:
- Aumento del flusso sanguigno: lo stretching dinamico aumenta il flusso sanguigno ai muscoli e alle articolazioni, migliorando l’apporto di ossigeno e nutrienti. Questo prepara i muscoli per l’attività fisica riducendo il rischio di infortuni.
- Miglioramento della mobilità: lo stretching dinamico coinvolge movimenti attivi che portano le articolazioni e i muscoli attraverso il loro intero range di movimento. Questo può migliorare la mobilità e la flessibilità funzionale, rendendo il corpo più preparato per movimenti specifici dell’attività fisica.
- Effetti sulle prestazioni atletiche:
- Aumento della temperatura corporea: i movimenti attivi dello stretching dinamico aumentano la temperatura corporea, riscaldando i muscoli e migliorando l’elasticità. Questo può migliorare la velocità, la potenza e la forza muscolare.
- Attivazione neuromuscolare: lo stretching dinamico attiva il sistema nervoso centrale, migliorando la coordinazione e la preparazione neuromuscolare per l’attività fisica. Questo può portare a prestazioni migliori rispetto allo stretching statico, che può temporaneamente ridurre la forza muscolare.
- Riduzione del rischio di infortuni:
- Miglioramento del controllo motorio: lo stretching dinamico coinvolge movimenti controllati che possono migliorare il controllo motorio e la stabilità delle articolazioni. Questo può aiutare a prevenire infortuni causati da movimenti improvvisi o non coordinati.
- Adattamento progressivo: lo stretching dinamico permette un adattamento progressivo del corpo all’attività fisica, riducendo lo stress improvviso sui muscoli e sulle articolazioni.
- Specificità dello sport:
- Movimenti simili all’attività: lo stretching dinamico può essere progettato per imitare i movimenti specifici dell’attività fisica o dello sport che si sta per svolgere. Questo può migliorare la preparazione specifica e la performance durante l’attività.
- Preparazione per l’attività fisica:
Cosa dovrebbe fare un insegnante di Pilates
Molti insegnanti di Pilates, e in generale di Fitness, non hanno chiara la problematica legata allo stretching del collo perché ci sono tantissime scuole di Pilates, tantissimi insegnanti che hanno sempre portato avanti lo stretching senza conoscere gli effetti, oggi dimostrati. Quindi è importante sapere che, al contrario, i muscoli del collo devono essere rafforzati, ovvero tutti quei muscoli che servono per sollevare la testa in estensione quando siamo proni, per tenerla su quando siamo dritti e quant’altro. Dopotutto sono i primi muscoli che anche i bebè sviluppano quando li mettiamo a pancia in giù e incominciano a sollevare la testa.
“Spero sia tutto chiaro per la maggioranza della popolazione: evitate di fare questo stretching, che è solo nocivo per tutti i muscoli del collo” dice Claudia Fink.
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